In breve
- Una lista di e-mail di aziende francesi contiene indirizzi generici (contact@, info@) e talvolta nominativi; i due seguono regole diverse.
- Le fonti migliori sono le pagine contatti e note legali dei siti aziendali: la legge francese impone di pubblicarvi un indirizzo e-mail.
- Nella nostra banca dati 659.494 schede su 1.577.933 hanno un proprio indirizzo e-mail (41,8%, dati al 4 novembre 2026).
- Verso i professionisti l’e-mail marketing B2B è possibile senza consenso preventivo se l’offerta riguarda la loro attività, con un link di disiscrizione in ogni messaggio.
«Lista e-mail aziende», «file e-mail B2B», «database di e-mail professionali»: dietro queste espressioni ci sono prodotti molto diversi. Alcuni contengono indirizzi pubblicati dalle aziende stesse, altri indirizzi indovinati a partire da un nome, altri ancora indirizzi noleggiati per un numero limitato di invii. Prima di acquistare o di lanciare una campagna in Francia contano tre domande: da dove vengono gli indirizzi, di che tipo sono e che cosa potete farne.
Generico o nominativo: la distinzione che cambia tutto
Un indirizzo generico designa l’azienda e non una persona: contact@, info@, accueil@, commande@. Secondo la scheda della CNIL sulla prospezione via e-mail (aggiornata il 10 giugno 2026), questi indirizzi di persone giuridiche non sono soggetti ai principi della prospezione via posta elettronica. Il mittente deve comunque essere sempre identificabile e il destinatario deve poter rifiutare gli invii successivi.
Un indirizzo nominativo, come nome.cognome@azienda.fr, riguarda una persona fisica. È un dato personale: si applica il GDPR, con l’informativa alla persona (articolo 14) e il suo diritto di opposizione (articolo 21). L’indirizzo di un imprenditore individuale merita la stessa prudenza, anche se sembra generico.
Un caso a parte sono gli indirizzi ricostruiti, dedotti dal nome di una persona e dal formato degli indirizzi del suo datore di lavoro. La CNIL vi ha dedicato una pubblicazione del 16 ottobre 2026: il legittimo interesse è possibile solo dopo una valutazione caso per caso. basedecontacts.fr non genera indirizzi di questo tipo.
Da dove vengono gli indirizzi di un file B2B
Il sito di un’azienda francese deve riportare le note legali (mentions légales). Secondo la scheda di Entreprendre Service Public sulle note legali obbligatorie (verificata il 13 ottobre 2026), comprendono un indirizzo e-mail e un numero di telefono per contattare l’azienda. Le pagine contatti e note legali sono quindi la fonte naturale di un file di e-mail professionali: l’indirizzo è pubblicato dall’azienda stessa per essere contattata.
Per costruire la nostra banca dati abbiamo visitato i siti di 786.048 domini; 617.802 rispondevano e 419.552 pubblicavano almeno un indirizzo e-mail. A questi si aggiungono gli indirizzi presenti nei dati cartografici aperti di Overture Maps. La raccolta prosegue.
Che cosa scartiamo, e perché
- Gli indirizzi condivisi. Un indirizzo che compare su tre o più schede con nomi diversi può appartenere a un fornitore (agenzia web, centro servizi, piattaforma di prenotazione) e non all’azienda. Non lo contiamo come indirizzo proprio: è il caso di 14.504 indirizzi.
- Gli indirizzi di ruolo come dpo@ o privacy@: servono a esercitare diritti, non a ricevere offerte commerciali.
- Gli indirizzi indovinati. Forniamo solo indirizzi pubblicati.
Risultato al 4 novembre 2026: 659.494 schede hanno un proprio indirizzo e-mail, cioè il 41,8% delle 1.577.933 schede; 763.118 ne hanno uno se si contano gli indirizzi condivisi. Il telefono è più frequente (84,1% delle schede), e così il sito web (79,0%). Un file che promette un’e-mail per ogni azienda merita quindi una domanda: da dove vengono?
Che cosa dice la CNIL sull’e-mail marketing B2B
Il principio, secondo la CNIL: «La prospezione verso i professionisti può fondarsi sul legittimo interesse dell’organizzazione quando l’oggetto della sollecitazione è in rapporto con la professione della persona contattata». Un’offerta di software di fatturazione inviata a uno studio di commercialisti rientra in questo quadro; un’offerta per consumatori inviata allo stesso indirizzo no.
In ogni caso «ogni sollecitazione deve obbligatoriamente permettere alla persona interessata di conoscere l’identità dell’organizzazione che la invia e di esprimere, se lo desidera e con un mezzo semplice, il rifiuto di ricevere nuove sollecitazioni». Le regole nel dettaglio, telefono compreso, sono nella nostra guida prospezione B2B via e-mail e telefono.
Prima del primo invio: sei controlli
- Verificare il legame con la professione dei destinatari: è la condizione del legittimo interesse.
- Separare indirizzi generici e nominativi e preparare per questi ultimi il testo informativo: chi siete, da dove viene l’indirizzo, come opporsi.
- Confrontare il file con la vostra lista di esclusione: chi si è opposto non va ricontattato, anche se compare in un nuovo file.
- Controllare sintassi e dominio degli indirizzi con il vostro strumento di invio; noi non testiamo la consegnabilità.
- Inviare da un dominio autenticato (SPF, DKIM, DMARC) e iniziare con un primo lotto di qualche centinaio di indirizzi per misurare i rimbalzi.
- Inserire un link di disiscrizione in ogni messaggio e gestire subito i rifiuti.
Ordinare una lista di e-mail per settore
I nostri file coprono 21 settori; potete limitare una selezione alle schede con un proprio indirizzo e-mail, in una regione o in un dipartimento. Il file di un intero settore costa da 229 € (prezzi); le colonne sono nella pagina esportazione e file di esempio. Per scegliere target e canali vedete anche creare una lista di prospect B2B e le liste di contatti per settore.
Domande frequenti
Si può acquistare una lista di e-mail di aziende francesi?
Sì. Acquistare un file di recapiti professionali è consentito; è l’uso a essere regolato. Verso i professionisti, la CNIL ammette la prospezione via e-mail senza consenso preventivo se l’offerta riguarda la loro attività, con informativa e possibilità di opporsi in ogni messaggio. Il file in sé non contiene alcun consenso.
Che differenza c’è tra un indirizzo generico e uno nominativo?
Un indirizzo generico (contact@, info@, commande@) designa l’azienda: secondo la CNIL questi indirizzi di persone giuridiche non sono soggetti ai principi della prospezione via e-mail, ma l’identificazione del mittente e la possibilità di rifiuto restano obbligatorie. Un indirizzo nominativo (nome.cognome@) riguarda una persona: è un dato personale, soggetto al GDPR.
Gli indirizzi dei vostri file sono verificati?
No, non testiamo la consegnabilità. Escludiamo gli indirizzi condivisi da tre o più schede e gli indirizzi di ruolo come dpo@ o privacy@. Prima di una campagna verificate sintassi e dominio degli indirizzi, poi inviate un primo lotto per misurare i rimbalzi.
Aggiornato all’8 novembre 2026. Fonti: schede della CNIL (prospezione via e-mail, indirizzi professionali ricostruiti, liste di esclusione) ed Entreprendre Service Public, consultate l’8 novembre 2026; dati della nostra banca dati al 4 novembre 2026. Informazione generale, non consulenza legale.